Buongiorno care amiche e cari amici borsomaniaci, ma non solo... eccoci qui per il nostro appuntamento, con tazza di caffè per parlare a sproposito del ‘beauty-case’: dall’inglese beauty ‘bellezza’ e case ‘cassetta’.
Quel contenitore che per tutti noi è diventato ‘il beauty’ dove il significato è veicolato dal solo termine beauty, attraverso l’ellissi (ovvero l’eliminazione) del secondo membro del composto.
Valigetta di uso femminile, a forma di bauletto a base rettangolare o anche ovale o rotonda, in cui vengono riposti oggetti di toeletta e cosmetici vari.
Devo precisare che nonostante l’uso della lingua inglese, il termine beauty-case è in uso in Italia e in Francia e non nei paesi anglosassoni, dove viene chiamato ‘vanity bag’ o ‘vanity case’.

A questo punto è chiarito che in qualsiasi modo lo si voglia chiamare è un oggetto per la bellezza e per il prendersi cura di noi.
Ricordo il beauty-case delle mie nonne e di mia madre con scomparti per ogni flacone, e a voler bene ricordare anche scomparsi superiori per i gioielli... ovviamente non mancava uno specchio. Era sempre di un pellame pregiato se non addirittura di coccodrillo.

Inutile dire che si viaggiava in modo diverso... oggi siamo in tutto molto più smart e anche il beauty si è ridotto al minimo e i flaconi si sono trasformati in campioncini...
Anche io ho posseduto dei ‘beauty-case’ che si sono dissolti nei ricordi... ma uno l’ho conservato perché è un oggetto diverso: pur avendo la forma tradizionale, sono il materiale ‘midollino’ e l’eccellente manifattura a fare la differenza.

Appuntamento alla prossima settimana con ‘la borsa è rigorosamente a mano’

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